Irene Ghillani — l'autrice della nostra ultima copertina — ci racconta la genesi dell'illustrazione e la sua esperienza come illustratrice.

Secondo il filosofo francese Jean-Paul Sartre, la percezione del tempo e del suo scorrere rappresenta un elemento centrale della condizione umana. Per questo numero di Time to Time abbiamo chiesto all'illustratrice Irene Ghillani di tradurre sulla carta la propria interpretazione del trascorrere del tempo e del modo in cui la nostra visione del presente è inevitabilmente plasmata dal passato.
Il risultato è un'opera immaginaria in cui oggetti, persone e simboli appartenenti a epoche storiche diverse convivono all'interno di un'unica scena, creando un dialogo tra passato e presente. La copertina diventa, così, un racconto visivo che invita il lettore a riflettere sul rapporto tra ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che potremmo diventare.

L'illustrazione è sempre stata una sua passione?
Disegno fin da piccolissima. Ho studiato Moda all'università, convinta che fosse il mio mondo, ma le vere passioni tornano sempre. Durante i miei primi anni di lavoro a Milano ho ricominciato a disegnare e ho sentito la forte necessità di farne pian piano la mia professione principale.
Come si è evoluta la professione soprattutto con l'arrivo del digitale?
Con più strumenti digitali a disposizione, molte più persone si sono avvicinate all'illustrazione, creando un mercato molto più ampio e variegato. Il mio lavoro, pur essendo digitale, parte sempre da metodi tradizionali — libri, schizzi a matita — per poi passare all'iPad e a Photoshop.
Quali sono le sfide creative più grandi e cosa definisce il suo stile?
Outline nero e campiture piatte hanno da sempre caratterizzato il mio lavoro, insieme ad elementi floreali, lune, stelle e un pizzico di ironia. La sfida più grande è rinnovarmi di progetto in progetto senza mai abbandonare la mia identità estetica.

Com'è nata l'idea della copertina?
Sono partita dall'idea di Escher delle dimensioni parallele che trascendono la realtà fisica. Da lì è nata l'idea di fondere elementi dell'arte classica con architetture ipermoderne — un continuo rimbalzare tra passato e presente che caratterizza le grandi città italiane. Ho inserito una piccola clessidra all'interno della statua del Grande Toscano a Milano proprio per raccontare questo scorrere del tempo.
Edoardo Cela | Editor in Chief

